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41) Un nuovo inizio_2 – Attento a dove vai – AIEP di Bruno Ficili

Roberto Farruggio Roberto Farruggio

Attento a dove vai

Burundi

Una delle più grandi imprese di Bruno Ficili ( in realtà sono tutte grandi le sue imprese ) fu compiuta nel 1999 quando, alla fine di un lungo percorso, venne ottenuto un risultato straordinario. Con un “testimonial” d’eccezione, Muhammad Ali, fu firmato il patto di non aggressione a scuole, ospedali, luoghi di culto e orfanatrofi in Burundi, all’epoca della tragica guerra fra fazioni opposte. Bruno Ficili seppe riunire nel convegno del 1999, svoltosi tra Siracusa e Comiso, molti leader di gruppi politici e militari del Burundi, tra cui anche rappresentanti di Hutu e Tutsi. Questa sua impresa mi ha dato lo spunto per  comporre un brano il cui testo riporto qui di seguito. Ho scritto  “Attento a dove vai” per dare semplicemente un contributo di racconto ispirato a quella vicenda in cui, un “costruttore di pace e un grande fratello” come Bruno, ha usato la forza delle parole per piegare la violenza.

Ecco il testo :

Ehi Grande Fratello attento a dove vai, di che ti impicci lascia stare non sono fatti tuoi, tu chi rappresenti, i bianchi oppure noi, fu il bianco a insinuare la violenza in mezzo a noi, cosa speri di fare la barbarie non potrai fermare, la tua arma, la pace, contro i nostri machete e bastoni…

No, non lo permetto, il mondo è casa mia, sediamoci intorno ad un tavolo e così sia, vedete le parole  a volte scoppiano più di una bomba disintegrando un cuore che, invece di morire, riceve speranza da chi prima mangiava il suo sangue e tende la mano su fratelli prostrati e in ginocchio…

In questo mondo di ragnatela la pace è un bene da far lievitare, non è virtuale, è carne viva, è una persona con cui costruire un mondo che non si può più dividere così… la pena è che non ci si può più redimere…

Cosa speri di fare… la barbarie non potrai fermare … vieni e tendi la mano… la mano… la mano… la mano…

In questo mondo di ragnatela la pace è un bene da far lievitare, non è virtuale, è carne viva, è una persona con cui costruire un mondo che non si può più dividere così… la pena è che non ci si può più redimere…

Ehi grande fratello attento a dove vai… tu chi rappresenti, i bianchi oppure noi… no, non lo permetto, il mondo è casa mia… sediamoci intorno ad un tavolo… e così siaaaaaaaaa… e così siaaaaaaaaaa… e così sia… e così sia… e così sia… e così sia…

 

La Stickers Band arrangia ed interpreta  Attento a dove vai con la partecipazione del Piccolo Coro dell’Accademia della Musica di Scicli diretto da Lina Pluchino

Tra i gruppi musicali e i musicisti che hanno dato il loro contributo di solidarietà al tema della pace raccontato nell’evento del 31 Marzo 2012 al Teatro Italia di Scicli, ecco a voi la Stickers Band che quella sera ha interpretato il brano con questa formazione:

Gaudenzio, MR: DINAMYC, Corrado, DINAMITE , Eugenio, THE TEACH e Giuseppe, SHOT FULL, hanno arrangiato il brano “ Attento a dove vai”. Rosita, THE TRAIN, grazie alla sua splendida voce e all’esperienza professionistica in Malesia, ha interpretato e tradotto in inglese il testo italiano e lo ha reso praticamente internazionale!

Ed ecco come diventa “Attento a dove vai” in inglese, lasciando integro il ritornello in italiano.

Watch where you go

Hey Big Brother watch where you go
mind your own way
Hey-hey,White Man

who is you care?
we still can feel the violence…

You give the hope but
there’s barbaritys you can’t stop,
you believe vulnerable peace
against our machetes and sticks…

Hey Big Brother watch where you go
mind your own way
no-no-no don’t let it be,
the world is belong to us,
come and sit together
that’s how it should be

search for the hope
veins without blood
was a struggle and fall
Sometimes the words explode like a bomb
disintegrate heart rather than die

In questo mondo
di ragnatela la pace è un bene
da far lievitare,
non è virtuale, è carne viva,
è una persona con cui costruire
un mondo che non si può più dividere così…
la pena è che non ci si può più redimere…

Hey Big Brother watch where you go
mind your own way
Hey-hey, White Man
who is you care?
we still can feel the violence…

In questo mondo
di ragnatela la pace è un bene
da far lievitare,
non è virtuale, è carne viva,
è una persona con cui costruire
un mondo che non si può più dividere così…
la pena è che non ci si può più redimere…

Grazie di cuore agli Stickers , grazie all’Accademia della Musica di Scicli, a Concetto Ungarao e a Lina Pluchino e a tutte le partecipanti al Coro e ai loro genitori!!!

Ecco il video del brano

 

 

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