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7) Oltre l’Albero, di Giovanni Firrincieli

Roberto Farruggio Roberto Farruggio

La peculiarità di Si… l’idea è buona! mira a stimolare la creatività sia del pubblico che degli artisti affinché siano create, anche grazie agli spunti emotivi del pubblico debitamente catalogati e messi a disposizione degli artisti, opere originali che simboleggino ogni volta la causa perseguita. Abbiamo visto nei precedenti articoli come alcuni di questi, nell’evento dedicato al prof. Bruno Ficili, abbiano prestato la loro creatività al servizio dell’ideale della Pace, perseguito e difeso da più di trent’anni dall’Associazione Internazionale per l’Educazione alla Pace.

Quella sera del 31 marzo 2012, Giovanni Firrincieli donò la sua opera “Oltre l’Albero” – pastelli su cartoncino – all’associazione presieduta dal prof. Ficili. In realtà l’opera concretizzava quel che l’artista aveva visto chiudendo gli occhi e pensando al tema universale della pace. L’opera  nasce da un racconto omonimo che riportiamo qui.

OLTRE L’ALBERO di Giovanni Firrincieli

Un giorno qualunque di tanto tempo fa, due giovani esseri umani, mossi da grande curiosità, decisero di allontanarsi dal loro brullo villaggio per andare alla ricerca di nuovi orizzonti. Carichi di entusiasmo, oltrepassarono, decisi, il recinto che per anni aveva dato loro protezione e isolamento al tempo stesso. Il villaggio che si erano lasciati alle spalle era così arido, ma così arido che a memoria d’uomo non vi era mai cresciuto nemmeno un filo d’erba. Il mondo che si aprì ai loro occhi, invece, apparve subito irresistibile, ricco com’era di colori e odori di terre lontane. Ad ogni passo, i due scoprivano, sbalorditi, le meraviglie del creato. La terra regalava loro emozioni ed esperienze mai vissute prima. Così vivendo, proseguirono allegramente il loro cammino per giorni e giorni. Un mattino, invece, percorrendo uno stretto sentiero di montagna, subito dopo una curva si trovarono davanti un’ enorme sagoma che si stagliò su di loro imponente e minacciosa, tanto che ne ebbero paura. Era la prima volta che vedevano un “albero”. Sicuri, credettero si trattasse di un gigantesco essere umano dalle strane fattezze, appartenente a qualche tribù a loro sconosciuta. Così, dopo un attimo di esitazione e soprattutto dopo averlo scrutato molto attentamente, gli chiesero gentilmente, un po’ per educazione, ma forse un po’ anche per timore, di spostarsi quel tanto da permettere anche a loro di passare lungo il sentiero. Ma l’albero per sua natura non poté soddisfare quella reverenziale richiesta. Loro però questo non potevano saperlo, quindi si sedettero speranzosi ed attesero che quell’enorme essere si decidesse a farli passare, ma ovviamente nulla accadde. Trascorsero le ore ed il giorno cedette il passo alla notte. L’indomani, uno dei due giovani bipedi avendo constatato l’immobilità dell’albero, pur non conoscendone la natura, intuì che c’era qualcosa di anormale in quell’enorme statica creatura dalla verde chioma, quindi, armatosi di coraggio, decise, saggiamente, di andare oltre ed aggirandolo cautamente, continuò a proseguire per la sua strada vivendo il resto dei suoi giorni in armonia con se stesso e con il mondo intero. L’altro amico, invece, continuò ostinato ed imperterrito ad attendere. Passarono i giorni, così le stagioni e poi anche gli anni e nulla accadde, ma per l’essere umano quella situazione era ormai diventata una questione di principio. Prima o poi, egli pensava, quel coso si sarebbe dovuto stancare e cedergli il passo. Invece, l’unica cosa che era cambiata nel tempo, era stato solo il suo giovane aspetto che ora appariva stanco e rugoso ed il suo corpo che, un tempo armonioso, ora sembrava avvizzito come una foglia secca. La sua barba era diventata lunga e canuta, ma nonostante ciò lui non cedeva. L’albero invece cresceva forte e rigoglioso, rinnovando le sue foglie ad ogni stagione, incurante del tempo che andava e soprattutto indifferente a quella umana buffa presenza. Dopo qualche mese ancora, quell’uomo ottuso e risoluto, divenuto ormai vecchio e malato si spense, portando via con sé le sue sterili convinzioni e una vita spesa male per non aver avuto la saggezza e la volontà di proseguire “oltre l’albero”!

 

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