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45) Roma in rima di Loredana Aureli

Roberto Farruggio Roberto Farruggio

Roma in rima di Loredana Aureli a Lo Yeti – Roma
con la partecipazione di Francesca Nunzi

“Ma perché hai scelto 7 poesie?” Io ho tentennato a questa domanda che Francesca Nunzi mi ha posto lo scorso giovedì sera presso la Libreria Caffè Lo Yeti al Pigneto a Roma, mentre ci accingevamo a un reading dedicato alla raccolta di poesie “Roma in rima” di Loredana Aureli, composizioni dedicate alla Città Eterna. “Francesca – ho risposto barcollando un pochetto – perché il mio numero fortunato è l’8 ma poiché al momento sono molto emozionato non ho voluto sfidare la sorte e mi son tenuto basso… magari anche il 7 mi porta fortuna adesso nel dare avvio a questa serata….”. Al che l’attrice Francesca, che calca i palcoscenici di tutta Italia da anni e che è molto più intelligente di me, mi ha risposto “…. forse ne hai scelte sette come… i 7 Re di Roma????”. Romana da molte generazioni, la Nunzi con tale assist prezioso mi ha agevolato l’inizio della mia personalissima presentazione di “Roma in rima” e ringrazio l’autrice Loredana Aureli per avermi permesso di farlo.

“Roma in rima” è una raccolta di poesie, come scritto, dedicate alla città di Roma. Nel mio affannato approssimarsi ad ognuna delle poesie scelte ( e cioè Roma, Nonnetti de Roma, Dall’arto, su Roma, Piazza Navona, Io, te e Roma, Roma sedente e Trova ‘n’occasione) ho elaborato miei reconditi pensieri sopraggiunti alla prima, seconda, terza, quarta lettura fino ad libitum.
“La poesia non è di chi la scrive ma di chi gli serve”. Questo dice Mario (Massimo Troisi) al Pablo Neruda interpretato da Noiret nel film Il Postino. Quel film non l’ho mai potuto dimenticare e quando capita ne vedo uno spezzone su youtube, sebbene credo ormai di conoscerlo a memoria. È lo stesso effetto in me che in quel film le poesie di Neruda fecero su Mario il postino. Lì la causa scatenante fu l’amore per l’allor giovane Cucinotta. Nel mio caso, la causa scatenante è stato il ricordo, il ricordo di quando ragazzetto andavo spesso a Roma con i miei genitori a trovare i parenti per trascorrere qualche giorno di vacanza.
San Pietro, Piazza Navona, la Fontana di Trevi, Piazza di Spagna e tanti altri della Capitale sono tutti luoghi rimasti nella mia memoria di bambino e “Roma in rima” me li ha fatti prepotentemente risvegliare. Non che fossero mai sopiti ma imbattersi in quelle rime di Loredana, in quelle immagini da lei fortemente evocate, nei suoi ricordi di bambina e cittadina romana è stato per me come rituffarmi in quegli anni di allegra spensieratezza, quando credevo che anche Piazza Navona potesse permettere a me bambino di andar a far pipì in un angolo della sua maestosa planimetria, stimolato dai 4 fiumi (e non solo) del fontanone berniniano.

Leggendo e rileggendo le 50 poesie scritte da Loredana, io sento gli odori, odo i suoni, i clacson del traffico romano, vedo le carrozzine trainate dai cavalli con sopra i turisti da ogni parte del mondo, assaggio i manicaretti che preparavano i miei zii a pranzo e cena durante le mie estati di vacanze romane. Vedo ancora la luce cangiante della città, della mattina fino a sera tardi quando quelle artificiali rivestivano e rivestono ancora Roma di abiti sempre magnifici che non hanno nulla di finto, perché anche la luce della sera risente e si modula con il cuore e gli occhi di chi affolla le piazze romane, dalla più piccola alla più grande. E vado lungo il Tevere ad immaginarmi innamorato, a spasso con la mia ragazza, la mia compagna, con mia moglie, dopo aver cenato in una trattoria romana a base di carciofi e carbonara, esaltati dal buon vino de li Castelli. E ritorno due, tre, quattro volte ad immergermi tra i monumenti di Roma e mi pare di stare nella chiesa più grande del mondo dove scoprire ad ogni angolo la santa bellezza delle sue forme, delle sue pietre, delle architetture che tracciano viaggi senza fine tra i mille quartieri di Roma abbracciati dal grande cerchio che li protegge. Davvero, come scriveva Quinto Orazio Flacco nel Carmen Saeculare, “Possis nihil Urbe Roma visere maius”. E davvero per me “Roma in rima” ha significato e significa questo, me ne sono “servito” per provare tutto questo!

No, non giudico l’arte di Loredana, le sue rime baciate, la sua scrittura descrittiva, l’intima connessione che la unisce a Roma anche da un punto di vista letterario, la sua ispirazione che nasce dal profondo e si trasforma quasi in un pentagramma con cui Loredana la canta e in cui le singole note prendono origine da ogni sentore, ricordo e speranza che lei ha e nutre per la sua Città. Non ne ho competenza, ma credetemi… spesso la troppa competenza rende impossibile il sogno e l’emozione.
Per me invitare Francesca Nunzi è stato come sublimare la musicalità intrinseca di “Roma in rima” in un disco, un vecchio e nostalgico 33 giri nel quale Francesca, romana da sempre, ha saputo far sentire la melodia delle composizioni grazie alla sua voce “stornellante e cristallina”, e con questa ha chiosato ciascun verso, ogni rima, modulandoli con straordinaria eleganza e divina romanità.

Ringrazio dunque Loredana, Francesca, Lo Yeti, Daniele Lauri per avermi e averci fatto vivere tutto ciò. Di tutto questo purtroppo non abbiamo contributi video o fotografici di buona fattura (a parte la foto giù) che possano testimoniare quel che è stata la serata di giovedì scorso a Roma. A tal proposito voglio ringraziare Danilo Branchi per aver ripreso l’atto conclusivo dell’evento. Dopo le 7 poesie dedicate a Roma, non vi poteva essere miglior conclusione con la stupenda canzone scritta da Marco Petriaggi ed interpretata dalla bravissima Francesca, “Roma che dorme”. Eccola qui:

Foto di gruppo presso Lo Yeti
Foto di gruppo presso Lo Yeti

(Da sx a dx, nella foto, Danilo Branchi, Daniele Lauri de Lo Yeti, io, Francesca Nunzi e Loredana Aureli, l’autrice di “Roma in rima”)

Per chi fosse interessato qui, https://www.lafeltrinelli.it/…/lore…/roma-rima/9788827800744, è possibile procedere all’acquisto di “Roma in rima”

P.S. Lo Yeti è l’emanazione della coop Libera….mente! che ha come obiettivi fondamentali l’integrazione lavorativa di soggetti “svantaggiati” e la promozione di eventi volti a diffondere sensibilità alla diversità, tolleranza e multiculturalità a partire dall’infanzia.

Informazioni generali

una creatura anomala nel cuore del Pigneto

Accanto all’isola pedonale di uno dei quariteri storici della capitale, costretta a vivere nel freddo mondo del commercio, cerca riparo e protezione una delle creature mitologiche più discussa e affascinante: LoYeti.

E’ questo il nome scelto dalla cooperativa integrata ‘Libera…mente’ per il suo spazio al Pigneto.

Prodotti
dalle torte vegane, ai formaggi biologici umbri e abruzzesi.
dai salumi a km zero del circuito dol, al caffè della piccola torrefazione, ai prodotti del forno e del mercato rionale fino ai prodotti salentini e calabresi per un viaggio tra sapori sani, gustosi , mai banaliQuesto e tanti libri di case editrici indipendenti e tanti libri e giochi per bambini.

Cercalo su FB, Lo Yeti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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